Insegnare il consenso – Parte Prima, 1-5 anni

Insegnare il consenso è importantissimo. Basta seguire un poco i giornali per trovarsi davanti storie allucinanti di ragazzine (soprattutto ragazzine e bambine, ma non solo) vittime di violenza sessuale da parte di adulti o coetanei. Soprattutto nel secondo caso, i violentatori (e i loro genitori) si difendono dicendo che lei ci stava. Magari ad un certo punto ha detto pure no, ma non era convinta. In fondo sono secoli che sentiamo dire che le femmine dicono no quando vogliono dire si, giusto?

E poi c’è il bullismo: bambini e ragazzini presi di mira da un branco che gode nel metterli in ridicolo e nel far loro male (psicologico ma spesso anche fisico), senza apparente consapevolezza della gravità di quello che stanno facendo. Non sempre i carnefici sono ragazzini disadattati: la mancanza di empatia è diffusa e trasversale, coinvolge maschi e femmine, bambini di ogni nazionalità ed estrazione sociale.

Che fare?

Come sempre, secondo me, bisogna innanzitutto imparare ad essere genitori migliori. Bisogna informarsi e capire, per crescere e poter insegnare. Ho cercato di trovare in Italiano articoli sull’insegnamento del consenso, ma non ho trovato nulla.

Cos’è il consenso e perché è importante parlarne ad ogni età?

120327.iPhone.147Il concetto di base è il rispetto per la libertà individuale ed i suoi confini: bisogna insegnare ai nostri figli che non tutto è a loro disposizione, che l’assenza di un ‘no’ non implica necessariamente un ‘si’ e che nessuno ha l’obbligo di concederci domani e sempre quello che ci ha concesso oggi o in passato.
Tutto questo non serve solo ad insegnare a non essere ‘assalitori’, ma anche a comprendere fino da piccoli che noi soltanto abbiamo il diritto di prendere decisioni riguardo al nostro corpo. Per alcuni questi discorsi sulla sessualità possono sembrare fuori luogo e assolutamente prematuri, ma purtroppo non è così.
Le statistiche sono terribili. In Europa si stima che un bambino su cinque sia vittima di abusi sessuali. Pensateci, la prossima volta che accompagnate vostro figlio all’asilo: statisticamente è molto probabile che almeno uno dei suoi amichetti subisca o abbia subito abusi. Molti bambini non ne parlano: non capiscono, non possono capire, che stanno subendo qualcosa di sbagliato. Inoltre, pensateci, tradizionalmente insegniamo ai bambini che devono obbedire agli adulti, non che hanno tutto il diritto di dire NO e che il loro no merita rispetto.

Rispetto è una parola chiave. Dobbiamo insegnare ai nostri figli che tutti meritano rispetto, loro ma anche gli altri.

Quello che segue è la traduzione della prima parte dell’articolo pubblicato su The Good Men Project e che vale assolutamente la pena leggere.

Per Bambini molto piccoli (1-5 anni):

  1. Insegnate ai bambini a chiedere il permesso prima di toccare o abbracciare un compagno di giochi. Utilizzate linguaggio tipo “Sara, chiediamo a Joe se gli piacerebbe di darsi un abbraccio di saluto”. Se Joe dice no a questa richiesta, dite allegramente al vostro bambino “Va bene così, Sara! Facciamo ciao con la manina a Joe e mandiamogli un bacio.”
  2. Aiutate a creare empatia nel vostro bambino spiegando come qualcosa che hanno fatto può aver fatto male a qualcuno. Usate linguaggio come “So che volevi quel giocattolo, ma quando hai colpito Mikey gli hai fatto male e lui si è sentito molto triste. E noi non vogliamo che Mikey diventi triste perché gli abbiamo fatto male.” Incoraggiate il vostro bambino ad immaginare come si sentirebbe se invece fosse stato Mikey a colpirlo. Questo può essere fatto con tono amorevole e un grande abbraccio, così che il piccolo non si vergogni o si senta imbarazzato.
  3. Insegnate ai bambini ad aiutare chi potrebbe essere in difficoltà. Parlate ai bambini a proposito dell’aiutare gli altri bambini, e di allertare adulti di fiducia quando altri hanno bisogno di aiuto. Chiedete ai vostri bambini di guardare le interazioni e di notare cosa sta succedendo. Fateli abituare ad osservare i comportamenti e a controllare quello che vedono. Usate il peloso di casa come esempio, “Oh, sembra che la coda della micia sia incastrata! Dobbiamo aiutarla!” Lodate il vostro bambino per aver aiutato gli altri, ma ricordategli che se un adulto ha bisogno di aiuto con qualcosa, è compito di un altro adulto aiutare. Lodatelo per avervi avvertito di persone che erano in difficoltà, così che venga fornito un aiuto adeguato.
  4. Insegnate ai vostri bambini che “no” e “stop” sono parole importanti e devono essere rispettate. Un modo per spiegarlo può essere “Sarah ha detto ‘no’, e quando sentiamo ‘no’ smettiamo subito di fare quello che stavamo facendo. Sempre e comunque.” Insegnate anche al vostro bambino che i suoi ‘no’ sono da rispettare. Spiegate che proprio come smettiamo sempre di fare qualcosa quando qualcuno dice ‘no’, anche i nostri amici devono sempre fermarsi quando noi diciamo ‘no’. Se un amico non si ferma quando diciamo ‘no’, allora dobbiamo pensare se ci sentiamo bene, e al sicuro, a giocare con loro. Se la risposta è no, si possono scegliere altri amici. Se sentite di dover intervenire, fatelo. Siate gentili, e spiegate all’altro bambino quanto è importante il ‘no’. Il vostro bambino interiorizzerà quanto sia importante sia per se stesso che per gli altri.
  5. Incoraggiate i bambini a leggere le espressioni facciali e il linguaggio del corpo: spaventato, felice, triste, frustrato, arrabbiato e simili. Giochi mimati di “indovina l’espressione” sono un ottimo modo per insegnare ai bambini a leggere il linguaggio del corpo.
  6. Non forzate mai un bambino ad abbracciare, toccare o baciare qualcuno, per nessuna ragione. Se la Nonna pretende un bacio, e il vostro bambino si oppone, offrite alternative dicendo cose come “Preferiresti battere il cinque a nonna o mandarle un bacio con la mano, forse?” Potrete sempre spiegare alla Nonna, più tardi, cosa state facendo e perché. Ma non fatene una questione importante di fronte al vostro bambino. Se è un problema per la Nonna, pazienza, il vostro lavoro adesso è fare quello che è meglio per il vostro bambino e fornirgli gli strumenti necessari per essere sicuro e felice, e aiutare gli altri a fare lo stesso.
  7. Incoraggiate i bambini a lavarsi i genitali quando fanno il bagnetto. Naturalmente i genitori talvolta devono aiutare, ma spiegare al piccolo Joe che il suo pene è importante e che deve prendersene cura è un ottimo modo per incoraggiare l’orgoglio ed un senso di proprietà del proprio corpo. Inoltre, fate da modello per il consenso chiedendo il permesso di aiutare a lavare il corpo del vostro bambino. Fatelo con positività e rispettate sempre la richiesta del bambino di non essere toccato. “Posso lavarti la schieda adesso? E i piedi? Il sedere?” Se il bambino dice ‘no’ passategli la spugna e dite”Va bene! Il tuo culetto ha bisogno di una bella lavata. Dacci dentro.”
  8. Date ai vostri bambini la possibilità di dire sì o no anche nelle scelte di ogni giorno. Lasciate che scelgano i vestiti e che possano dire la loro su cosa indossare, come giocare o come pettinarsi. Ovviamente ci saranno momenti in cui dovrete intervenire (nel mezzo dell’inverno se la vostra bambina volesse indossare un prendisole, ad esempio!), ma aiutateli a capire che avete ascoltato la loro opinione e che per voi è importante, ma che volete mantenerli al sicuro ed in salute.
  9. Permettete ai bambini di parlare del loro corpo come vogliono, senza vergogna. Insegnate loro le parole corrette per i loro genitali, e create un luogo sicuro per parlare di corpi e di sesso. Dite “Sono contonto che tu me l’abbia chiesto!” Se non sapete come rispondere correttamente alle loro domande, dite “Sono contento che tu mi stia facendo domande su questo argomento, ma voglio prima informarmi. Possiamo parlarne dopo cena?” e assicuratevi di dare seguito alla conversazione quando dite che lo farete. Se il vostro primo istinto è di zittirli o mostrarvi imbarazzati, fate pratica ripassando il discorso da soli o con qualcuno. Maggiore la pratica, maggiore la facilità.
  10. Parlate di “sensazioni” o istinti. A volte ci sono cose che ci fanno sentire strani, o spaventati, o schifati e non sappiamo perché. Chiedete al vostro bambino se gli è mai capitato e ascoltate in silenzio mentre spiegano. Insegnate loro che questa voce interiore a volte è corretta, e che se hanno mai una sensazione che li confonde, possono sempre venire da voi per avere un aiuto a capire i loro sentimenti e prendere delle decisioni. E ricordate loro che nessuno ha il diritto di toccarli se loro non vogliono.
  11. “Dillo con parole tue”. Non reagite e non rispondete a capricci e rabbia. Chiedete a vostro figlio di usare parole, anche solo parole semplici, per dirvi cosa sta succedendo.

 

Author: admin

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